Unione europea e Canada hanno avviato i negoziati per un nuovo accordo sul commercio digitale, con l’obiettivo di facilitare gli scambi online tra le due economie e rafforzare le tutele per consumatori e imprese.
L’annuncio è arrivato a Toronto durante la quinta riunione del Comitato congiunto dell’Accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA), co-presieduta dal commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica Maroš Šefčovič e dal ministro canadese per il Commercio internazionale Maninder Sidhu.
Il nuovo Digital Trade Agreement (DTA) dovrebbe aggiornare il quadro delle relazioni economiche tra Bruxelles e Ottawa nell’era digitale, introducendo regole più chiare per le transazioni online, rafforzando la protezione dei dati personali e semplificando le procedure per le imprese che operano oltre confine.
Secondo la Commissione europea, l’accordo punterà a creare un ambiente digitale più sicuro e prevedibile. Tra gli obiettivi principali figurano la tutela dei dati personali e della privacy dei consumatori, la lotta ai messaggi commerciali non richiesti e il rafforzamento della fiducia nelle transazioni online.
Il DTA dovrebbe inoltre favorire il commercio senza documenti cartacei, riconoscere la validità di firme elettroniche, contratti e fatture digitali e vietare l’introduzione di dazi doganali sulle trasmissioni elettroniche.
Un altro punto centrale riguarda la prevenzione di pratiche protezionistiche nel settore digitale, come l’obbligo di localizzare i dati all’interno di un paese o il trasferimento forzato del codice sorgente dei software.
Il nuovo accordo si inserisce nel quadro del Il Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA), in vigore provvisoriamente dal 2017, che ha rafforzato in modo significativo gli scambi tra le due sponde dell’Atlantico.
Negli ultimi nove anni, il commercio di beni tra Unione europea e Canada è aumentato di oltre il 75%, mentre quello dei servizi è cresciuto del 97%. Complessivamente, il commercio di beni ha superato gli 81 miliardi di euro, mentre quello dei servizi si avvicina ai 51 miliardi. Con il CETA sono anche aumentate le opportunità di export per molte imprese europee ed è stato più semplice per le aziende comunitarie accedere agli appalti pubblici canadesi, anche a livello provinciale.
Il DTA dovrebbe quindi integrare il CETA, affrontando le nuove esigenze legate all’economia digitale e creando un quadro più moderno per gli scambi tra i due partner. Il commercio digitale rappresenta infatti una parte sempre più rilevante dell’economia globale. Secondo la Commissione europea, oltre il 60% del PIL mondiale è ormai legato a transazioni digitali.
“Se il CETA è stato le fondamenta, un accordo sul commercio digitale è il piano successivo”, ha dichiarato il commissario Šefčovič. “Non è un caso che il Canada sia il nostro partner, il mutuo riconoscimento richiede fiducia e confidenza nei rispettivi sistemi. Intendiamo continuare a costruire, esplorando se possano seguire accordi simili in altri settori”.
A oggi, l’Unione europea è il principale esportatore e importatore mondiale di servizi forniti digitalmente. Nel 2023, il 54% del commercio europeo di servizi è avvenuto in forma digitale, per un valore di 670 miliardi di euro di importazioni e 661 miliardi di esportazioni verso l’estero.
Durante la riunione del Comitato congiunto, Bruxelles e Ottawa hanno discusso anche altre priorità della cooperazione economica, tra cui la trasformazione digitale, le materie prime critiche, l’energia, le tecnologie pulite e lo sviluppo sostenibile. I due partner hanno inoltre ribadito l’impegno a difendere un sistema commerciale globale basato su regole e a collaborare per riformare l’Organizzazione mondiale del commercio.

